domenica 15 luglio 2007

Emergenza acqua : 4 avvisi di garanzia

Il colpo a sorpresa va in scena alla fine della conferenza stampa congiunta di Aqp e sindaco Stefàno, convocata per fare definitiva chiarezza sul dramma della grande sete a Taranto. All’improvviso, irrompono due ispettori della Digos, da tempo peraltro appostati alle spalle delle prime file occupate dai giornalisti. Occhiali scuri e in mano il tesserino della Polizia. Sono loro ad “intercettare” i vertici dell’Aqp presenti in Comune, invitandoli a seguirli. E’ il primo atto pubblico dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Francesco Sebastio sulla incredibile emergenza idrica che ha lasciato all’asciutto per oltre una settimana la città di Taranto. Un caso clamoroso per il quale sono finite sul registro degli indagati quattro persone. Stando a quanto si è appreso, le notifiche delle informazioni di garanzia erano in corso al momento di andare in stampa, nel mirino della procura è finito il settore “gestione acqua” dell’Aqp. Il reato ipotizzato, come scritto nei giorni scorsi, è quello di interruzione di servizio di pubblica utilità. Le comunicazioni giudiziarie sono state diramate in accoppiata con la necessità di acquisire documentazione indispensabile per decifrare la mancanza di acqua nella nostra città. Operazione, che come si è detto, è scattata nel primo pomeriggio. La Procura vuole comprendere perchè la crisi idrica regionale ha avuto risvolti drammatici, con l’erogazione interrotta completamente per sette giorni, soltanto nella nostra città. Per questo sul registro degli indagati sono finiti i tecnici dell’acquedotto, anche di primo livello, mentre stando a quanto si è appreso, alle comunicazioni giudiziarie è estraneo l’amministratore Monteforte. Alle iscrizioni sul registro degli indagati si è giunti alla luce degli accertamenti condotti a tempo di record dagli uomini della Digos guidati dal dottor Maurizio Scialpi e dal suo vice Antonio Recchia.

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