giovedì 19 luglio 2007

SPIAGGIA TORRE OVO : i cittadini protestano

Il comune di Torricella sembra aver dimenticato il tratto di spiaggia di località "Villette". Un gruppo di cittadini volontari, tra questi anche turisti di stagione, reclama da molto tempo l'attenzione del comune di Torricella per la mancanza di pulizia di uno dei tratti più belli e affollati della nota località balneare.
Un atteggiamento inspiegabile quello del Comune che ogni anno vede puntualmente recapitate le tasse di ICI E TARSU senza però svolgere il proprio lavoro quotidiano. Le conseguenze non sono positive; non solo la spiaggia viene inondata di spazzatura ma perde anche quel decoro che senz'altro merita. L'unica consolazione rimane lo splendido tramonto che ogni giorno fa capolinea in questa zona.
Altri grossi problemi toccano il piano d'illuminazione praticamente INESISTENTE tra Via Capri e Monacizzo , le grosse buche sulle strade e i cattivi odori emanati dalla discarica di Torricella presente a pochi metri dalla strada che collega Torre Ovo a Monacizzo.
I CITTADINI PROTESTANO , E LE ISTITUZIONI DOVE SONO?
Di questo passo altro che turismo....

mercoledì 18 luglio 2007

EX GIUNTA DI BELLO: SCATTANO LE CONDANNE

Una vera e propria associazione a delinquere avrebbe agito intorno alla gestione del Parco Cimino. Una associazione composta da oltre dieci persone, che avrebbe avuto tra i suoi promotori anche l’ex sindaco Rossana Di Bello e l’allora vicesindaco Michele Tucci, oggi parlamentare dell’Udc. Con loro, a muovere le fila della presunta associazione, ci sarebbero stati anche l’ex dirigente delle risorse finanziarie, Luigi Lubelli, il funzionario comunale Santo Barracato e l’imprenditore Giuseppe Ladiana, amministratore della Day Service, la società alla quale fu affidata la gestione del Parco. Questa almeno è la tesi del pubblico ministero Pietro Argentino, titolare dell’inchiesta nell’ambito della quale sono stati notificati ventiquattro avvisi di garanzia. Le ipotesi di reato contestate variano, a seconda dei casi, dall’abuso di ufficio al falso ideologico, dalla truffa pluriaggravata al furto pluriaggravato, fino al peculato ed alla corruzione per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio e riciclaggio in danno del Comune. Alla Day Service, nel corso degli anni di gestione di quel polmone verde, sarebbe stato procurato un ingiusto profitto pari a complessivi 4.264.845,58 euro con possibilità di percepire ulteriori somme per 1.195.298,84 euro. Un fitto intreccio di fatture fittizie, lavori non eseguiti, costi gonfiati e caricati sul Comune e che invece avrebbero dovuto essere, per contratto, a carico della società di Ladiana. Una torbida storia di ordinario saccheggio delle casse pubbliche munte in questo caso anche per pagare lavori eseguiti nelle abitazioni private di alcuni degli indagati protagonisti dell’inchiesta. Questa volta però al centro delle indagini è finito anche il livello politico, nelle sue massime espressioni: gli allora vertici di Palazzo di Città, Rossana Di Bello e Michele Tucci. Secondo quanto sostenuto dal pubblico ministero, infatti, sarebbero stati loro - gli ex sindaco e vicesindaco - i terminali di queste operazioni ritenute illecite. Lo scopo di questo presunto intreccio sarebbe stato infatti anche quello di reperire fondi per le loro campagne elettorali. Tra i generosi contribuenti ci sarebbe stato lo stesso Ladiana che avrebbe formato una lista civica a sostegno della candidatura della Di Bello. Nell’inchiesta sono finite anche due figlie di Ladiana: avrebbero svolto il compito di trasferire e reimpiegare le somme percepite indebitamente dalla Day Service, in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza. Una vicenda, quella della gestione del Parco Cimino, nata viziata fin dal principio quando l’allora dirigente del Governo del Patrimonio, Antonio Liscio, avrebbe falsamente attestato l’affidamento alla Day Service di strutture per 382 metri quadri. In realtà, secondo quanto ipotizza il pubblico ministero, la superficie coperta data in affidamento era quasi del doppio e cioé 600 metri quadri. Non solo. Nell’atto di affidamento si by-passava la preventiva autorizzazione del Demanio dello Stato, lasciando al solo Settore Governo del Patrimonio il potere di autorizzare i lavori per realizzar migliorie all’interno del parco. Con la clausola che se fossero stati realizzati interventi migliorativi, al concessionario sarebbe stato riconosciuto lo scomputo dei canoni concessori, in violazione delle regole sulle gare pubbliche. La Day Service, nel corso degli anni avrebbe così ripetutamente incassato somme dal Comune per lavori, servizi e fornitura di materiali in assenza di determine dirigenziali e grazie alla compiacenza dei funzionari che invece autorizzavano la liquidazione degli importi richiesti. Il più delle volte si sarebbe trattato di lavori inesistenti e comunque di somme non dovute perché nella convenzione tra Comune e società quegli interventi avrebbero dovuto essere a totale carico del gestore e non del Comune. A volte l’ente municipale avrebbe liquidato più volte somme per gli stessi lavori mai eseguiti. Così a vario titolo sono finiti nell’inchiesta dirigenti e funzionari che hanno ricoperto nel corso degli anni ruoli chiave nel Governo del Patrimonio, nei Lavori Pubblici e nel Settore Finanze. Nomi del resto già noti alle cronache del caso Cimino: Antonio Liscio, Luigi Lubelli, Carlo Patella, Santo Barracato, Cosimo Damiano Borsci e poi ancora Giuseppe Licciardello, Michele Mirelli, Nicola Gravina, Fernanda Prenna. Tra gli indagati figurano anche l’ex direttore generale Franco De Feis e l’ex segretario generale Luigi Spada. Spunta anche il nome di Mimmo Nevoli, già consigliere comunale ed assessore ai lavori pubblici, al quale viene contestato di aver rilasciato false dichiarazioni agli investigatori nel tentativo - questa è l’accusa - di aiutare alcuni degli altri indagati. Nomi che in alcuni casi risultano implicati anche in altre scottanti inchieste che hanno travolto l’attività dell’amministrazione comunale a guida Di Bello-Tucci. Nel vortice giudiziario sono finiti anche titolari di altre società, come Francesco Delli Santi e Rosario D’Oronzo, che avrebbero partecipato al giro di fatturazioni finite sotto la lente degli investigatori. Nelle pieghe dell’inchiesta spunta anche il caso di Santo Barracato, accusato di truffa per aver intascato 73 mila euro dal Comune per retribuzioni e indennità non dovute, grazie alla complicità di un funzionario della ragioneria che materialmente compilava i cedolini paga. Numerosi poi i tentativi di diversi indagati di nascondere le cifre percepite illecitamente attraverso operazioni bancarie di acquisto di titoli per i quali il pm ha intravisto il reato di riciclaggio.
ORA TOCCA AL CASO "STIPENDI GONFIATI"

lunedì 16 luglio 2007

CASTELLANETA PORTA BENE : FedCup : Italia Vs Francia 3-2

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/sport/tenni-fed-cup/tenni-fed-cup/tenni-fed-cup.html

TARANTO e Penne : terzo anno di ritiro

Questo è l’elenco dei convocati dalla Taranto Sport:
Portieri: Faraon, Maraglino;

Difensori: Colombini, Gambi, Migliaccio, Pastore, Pupino, Ungaro;

Centrocampisti: Cejas, D`Arcante, De Falco, De Liguori, Malagnino, Mancini, Palmisano, Sciaudone, Sanna;

Attaccanti: Caccavallo, Cammarata, Maiorino, Zito, Pellecchia.

Lo staff tecnico: Allenatore: Adriano Cadregari; Allenatore in 2a: Nicola Tarrone; Preparatore atletico: Donato Quinto; Preparatore dei portieri: Gianfranco Degli Schiavi; Massaggiatori: Sante Simone, Domenico Gennarelli; Magazzinieri: Aldo Scardino, Francesco Scarano.

La squadra è incompleta. Si aspettano ancora 5-6 colpi di mercato molto interessanti. I tifosi fra qualche settimana raggiungeranno la località abruzzese SEMPRE e SOLO per sostenere LA FEDE.

domenica 15 luglio 2007

Emergenza acqua : 4 avvisi di garanzia

Il colpo a sorpresa va in scena alla fine della conferenza stampa congiunta di Aqp e sindaco Stefàno, convocata per fare definitiva chiarezza sul dramma della grande sete a Taranto. All’improvviso, irrompono due ispettori della Digos, da tempo peraltro appostati alle spalle delle prime file occupate dai giornalisti. Occhiali scuri e in mano il tesserino della Polizia. Sono loro ad “intercettare” i vertici dell’Aqp presenti in Comune, invitandoli a seguirli. E’ il primo atto pubblico dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Francesco Sebastio sulla incredibile emergenza idrica che ha lasciato all’asciutto per oltre una settimana la città di Taranto. Un caso clamoroso per il quale sono finite sul registro degli indagati quattro persone. Stando a quanto si è appreso, le notifiche delle informazioni di garanzia erano in corso al momento di andare in stampa, nel mirino della procura è finito il settore “gestione acqua” dell’Aqp. Il reato ipotizzato, come scritto nei giorni scorsi, è quello di interruzione di servizio di pubblica utilità. Le comunicazioni giudiziarie sono state diramate in accoppiata con la necessità di acquisire documentazione indispensabile per decifrare la mancanza di acqua nella nostra città. Operazione, che come si è detto, è scattata nel primo pomeriggio. La Procura vuole comprendere perchè la crisi idrica regionale ha avuto risvolti drammatici, con l’erogazione interrotta completamente per sette giorni, soltanto nella nostra città. Per questo sul registro degli indagati sono finiti i tecnici dell’acquedotto, anche di primo livello, mentre stando a quanto si è appreso, alle comunicazioni giudiziarie è estraneo l’amministratore Monteforte. Alle iscrizioni sul registro degli indagati si è giunti alla luce degli accertamenti condotti a tempo di record dagli uomini della Digos guidati dal dottor Maurizio Scialpi e dal suo vice Antonio Recchia.

sabato 14 luglio 2007

E' morto il Grande Salento !!!

Bocciatura netta del Grande Salento, sferzata alle istituzioni pubbliche, rivendicazione del ruolo propulsivo degli imprenditori, volontà di disegnare una strategia di ampio respiro, che guardi a tutto il Mediterraneo, attraverso una rete di distretti produttivi. Primo fra tutti quello della logistica. Sono questi alcuni dei passaggi fondamentali della relazione che il presidente degli industriali, Luigi Sportelli, ha tenuto stamattina al Delfino nell’ambito della assemblea generale annuale di Confindustria. Un appuntamento atteso, perché per la prima volta, dopo le vicende del dissesto, gli imprenditori hanno avuto modo di confrontarsi con l’ amministrazione comunale pienamente costituita. «Le stagioni passate — ha infatti detto Sportelli — ci consegnano un bilancio, in termini di rapporti intercorsi fra il Palazzo ed il sistema imprenditoriale, fatto soprattutto di discontinuità nelle relazioni, che hanno prodotto inevitabilmente un black out nel rapporto fra sistema imprenditoriale e istituzionale. Decidere di aprire una nuova stagione di rapporti, tuttavia, non è sufficiente a determinare un reale cambiamento di rotta. Le sole enunciazioni non ci bastano più. Chiediamo che gli impegni presi si traducano in azioni concrete da attuare in tempi accettabili». Il presidente di Confindustria ha indossato un po’ i panni del Montezemolo: «Non tolleriamo più i tempi della politica né i meccanismi farraginosi della burocrazia, però siamo i primi a metterci in discussione: pretendiamo risposte certe e sostegni convinti, ma esprimiamo domande precise e progetti spendibili». Progetti che gli imprenditori tarantini hanno già messo in chiaro nell’Atto di Indirizzo di Politica Industriale costruito sulla necessità di ritagliarsi uno spazio di eccellenza, a partire dalla centralità del porto, in una logica di distretti produttivi «esalta la posizione baricentrica ed il naturale ruolo di area cerniera nel Mediterraneo e pone Taranto al centro di direttrici di connessione con tutti i territori circostanti: Bari e Brindisi come ulteriori poli della piattaforma logistica regionale; Basilicata e Campania per il valore strategico dell’integrazione con il Corridoio 1, Gioia Tauro per le sinergie portuali». Ed è proprio in questa visione strategica che il cosiddetto Grande Salento perde ogni suo significato: «E’ evidente come l’essere al centro di un articolato sistema di interazioni ed interconnessioni, mal si concili con l’idea di una Taranto dallo sguardo rivolto unicamente al Salento. Il progetto chiamato Grande Salento, pur apprezzabile sotto il profilo delle sinergie e del comune interesse alla modernizzazione di una parte della nostra Regione, non può modificare la nostra storia farci tradire le nostre origini, non può distoglierci dal perseguire la massima valorizzazione dei nostri naturali vantaggi competitivi, può vederci in termini di subalternità, come mero terminale al servizio di processi di sviluppo che avrebbero altrove la propria collocazione. Se la provincia di Taranto è fisiologicamente slegata dalle logiche di appartenenza al Salento lo deve anche e soprattutto agli impulsi che arrivano dalla sua straordinaria storia magno greca. E poi, considerare e partecipare a realtà sub regionali ci sembra contrario a quell’indirizzo federalista sancito nella Costituzione con la riforma del titolo V». Per ribadire l’inconsistenza strategica del Grande Salento ed il ruolo subalterno che a Taranto toccherebbe in questa ottica, il presidente di Confindustria ha ricordato che Taranto «ha radici più profonde rispetto alle realtà che la circondano». Ecco allora che quella di recuperare l’identità storica e culturale della Magna Grecia diventa una necessità. «Oggi, pertanto — ha detto Sportelli — è arrivato il momento di affrontare le sfide della competizione globale con la testa rivolta al futuro ed il cuore al passato». Ricordando anche quel passato non troppo lontano, nel decennio ‘61-’71, quando rispetto alla crescita degli addetti Taranto segnava tassi di sviluppo addirittura nove volte superiori alla media italiana. A parere degli industriali si può ripartire, impegnando le istituzioni pubbliche ad una politica che faccia della partecipazione del mondo imprenditoriale la regola da seguire, secondo una formula per la quale il partenariato economico del mondo industriale «deve essere in grado di orientare le politiche pubbliche di intervento nell’economia, presentando progetti che le istituzioni dovrebbero recepire ed accompagnare». Questa volta c’è un vantaggio: «Dobbiamo riuscire a trasformare la maggiore attenzione che oggi ci viene riservata dal Governo centrale, attraverso il tavolo istituzionale, in una eccezionale occasione di competitività». Il piano strategico innaginato dagli imprenditori ruota intorno al distretto della logistica. Lo strumento operativo è «la riorganizzazione di una retroportualità dinamica ed articolata che possa potenziare lo scalo portuale non relegandolo al solo transhipment. Quindi, il rilancio di venti aree industriali disseminate nell’intera provincia che possano organizzarsi in filiera contando, per la distribuzione delle merci, sugli scali portuale di Taranto ed aeroportuale di Grottaglie, in un sistema integrato di intermodalità che è poi alla base dello stesso distretto», la cui fortuna potrebbe essere quella di avere a disposizione un’area ampia come non ce ne sono altre in Italia». Il futuro di Taranto passa allora dalla piattaforma logistica che, ha detto il presidente degli industriali, può contare su un tessuto di circa settemila imprese manifatturiere e più di ventiduemila imprese di servizi pronte a diventare, da singole realtà produttive, valore aggiunto per l’intero sistema». Intorno alla piattaforma logistica possono nascere altri distretti come quello della navalmeccanica, quello tecnologico per l’energia e l’ambiente, il distretto del tessile e dell’abbigliamento, il distretto agroalimentare. Tutti progetti che possono realizzarsi attraverso la valorizzazione di realtà e potenzialità già esistenti. Accanto ai distretti, c’è sempre la possibilità di creare i sistemi turistici, esaltando l’eno gastronomia, le coste balneari, il patrimonio culturale. «L’attuazione di queste linee strategiche — ha concluso il presidente di Confindustria — dovrà necessariamente vedere al lavoro, assieme a noi, tutti gli attori istituzionali del territorio. Ecco perché torniamo a proporre al Sindaco un patto di legislatura che impegni l’Amministrazione comunale di Taranto al raggiungimento di precisi obiettivi programmatici, che si sostanzino nella collaborazione attiva, costante e propositiva, con il sistema delle imprese. Occorre far presto. Non ci sono più alibi. Abbiamo la pienezza delle istituzioni e le condizioni ottimali per portare a compimento gli obiettivi tracciati». Sull’incontro di stamattina si registra anche il commento del sindaco di Grottaglie, Raffaele Bagnardi: «Emerge una grande voglia di riscatto delle imprese e delle aziende del Territorio jonico, in un quadro in cui sussiste ancora una scarsa sinergia triangolare tra le istituzioni, gli attori economici e il mercato Non mi risulta ancora chiaro il più volte richiamato concetto di Sistema economico: la strategia “top down” (dall’alto in basso) è effimera e slegata dalle vere esigenze e vocazioni dei territori. Sembra invece più efficace, seppur meno controllata, l’emergente strategia “botton up”, (dal basso in alto) che fa riconoscere le migliori e più vivaci realtà locali, come reali protagoniste di sviluppo radicato e prospettico. Attenzione perché di sistemi calati dall’alto o meramente intellettuali si può anche morire».

venerdì 13 luglio 2007

Mancanza di acqua: è scontro governo AQP

Il Governo centrale non ha dubbi, non c’è alcuna crisi idrica. Le notizie della presa di posizione del Comune e l’attività alacre della magistratura sono rimbalzate direttamente a Roma, nelle stanze del Governo, e di lì nei servizi dei TG nazionali, tanto da scatenare una risposta politica che non ha fatto altro che arrabbiare tutti i tarantini da più di una settimana senza acqua.
Ora ci si chiede: sarà che il politico tarantino non ha alcun effetto nelle "stanze dei bottoni di Roma" oppure dalla Capitale non hanno capito la gravità della situazione?

Intanto alcuni commercianti del Borgo hanno raccolto più di 200 sottoscrizioni per cercare di sollecitare "la cosa pubblica" ed evitare il grave e non remoto rischio di epidemia.
Purtroppo la città è sempre più sporca e anche nel centro cittadino fare una passeggiata tra sporcizia e qualche "animale da fogna" non dà il giusto rispetto che Taranto dovrebbe avere.

SIAMO ANCORA IN ALTO MARE...

giovedì 12 luglio 2007

VIDEO EMERGENZA ACQUA TG5

Lo scenario sembra quello di un paese del terzo mondo; i tarantini usano anche la forza per recuperare qualche litro d'acqua dalle autobotti mentre i commercianti per motivi igienici sono costretti a chiudere (coloro a cui non arriva acqua potabile).
il 70 % della popolazione tarantina NEL 2007 si ritrova con problemi post bellici..il tutto incorniciato da un ennesimo filmato di televisioni nazionali che, dopo lo scandalo dissesto comunale - mala sanità, riprendono e intervistano GENTE DISPERATA.

http://www.youtube.com/watch?v=bzekz5xSqtk&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Ecomunicarenelweb%2Ecom%2Ftarantosupporters%2F


Nel sito http://www.aqp.it/portal/page?_pageid=33,1&_dad=portal&_schema=PORTAL (sito dell'acquedotto pugliese) compare una scritta paradossale: ACQUA BENE COMUNE !!??

Nel sito anche il numero di telefono per tutte le vostre domande.
Per i casi più difficili si consiglia di telefonare alla PROTEZIONE CIVILE!

Dalla mailing list dei Delfini Erranti

Carissimi come gruppo abbiamo pensato di non lasciar cadere nel dimenticatoio l'emergenza idrica che quotidianamente stiamo vivendo a Taranto. All'interno del Gruppo "amici di Beppe Grillo abbiamo un nutrito gruppo di Legali tutti disposti (gratuitamente) ad attivarsi sull'argomento. Siamo convinti che ci sono tutti gli estremi per il reato di "interruzione di pubblico servizio". In poche parole il reato dell'AQP, della Regione vari ed eventuali, è interruzione del servizio pubblico "vitale" essenziale, per il mancato preavviso, (nessuno ne sapeva niente e lo stesso Prefetto in una intervista televisiva ha pubblicamente e candidamente dichiarato "non conosco i motivi di questa interruzione. Attendo un chiarimento da parte dell'AQP") ma anche per i danni da tutto ciò causati (pensate alle attività commerciali chiuse oppure ai singoli cittadini che hanno trascorso ore in fila sotto il sole per riempire un bidone d'acqua), per il fatto di avere contribuito a violare la legge "Galli" n° 36 del 1994 : La legge n. 36/1994 (Legge Galli) al Capo I: (vi spiego) 1 (Tutela e uso delle risorse idriche). 1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà (invece a Taranto è di esclusiva proprietà dell'Ilva). 2. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. 3. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici. 4. Le acque termali, minerali e per uso geotermico sono disciplinate da leggi speciali. 2. (Usi delle acque). 1. L'uso dell'acqua per il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo (sapete bennissimo che non è così visto che all'Ilva non è mancata MAI). Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell'acqua per il consumo umano. Poi ci sono le direttive europee (direttiva UE n. 60/2000) a tutela delle acque superficiali e di sottosuolo. Ed in fine c'è una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri che già a Marzo avvisava Vendola sulla possibilità di una crisi idrica. Insomma il materiale normativo e i fatti non mancano! Il patrocinio come dicevo è gratuito, e ci si riserva in corso di giudizio la costituzione di parte civile (per chiedere i danni morali e materiali). Il Gruppo di Legali "Grilli di Taranto" in sintonia con lo staff legale di Griilo faranno tutto il possibile affinchè questi reati non cadano nel calderone all'italiana " della serie, tanto non paga nessuno". Di tutto questo ne parliamo questa sera in un incontro aperto a tutte le associazioni (l'acqua è un bene di tutti". L'incontro si terrà alle ore 20.00 presso la sede del Gruppo "Amici di Beppe Grillo" via Caduti di Nassiria 13 Taranto c/o il negozio di Agricoltura Biologica di Federico "I Giardini dei Re" nei pressi dei Giardini di Viale Virgilio
GIANCARLO CITO avverte il sindaco Ezio Stèfano: se la situazione non tornerà alla normalità entro lunedì mattina TI PORTO 30000 PERSONE IN PIAZZA PER PROTESTA !!!

L'onorevole, attraverso la sua emittente TBM - SUPER 7 , ogni sera trasmette le proteste dei cittadini tarantini e , con la sua preparazione in giurisprudenza , pensa seriamente a chiedere i danni economici all'ACQUEDOTTO PUGLIESE.

NON SOLO I CITTADINI MA ANCHE LE IMPRESE STANNO SI TROVANO IN FORTE DIFFICOLTA' PER LA MANCANZA DELL'ACQUA POTABILE 24 ORE SU 24.
LO SCANDALO CONTINUA A DISTANZA DI 1 SETTIMANA......VERGOGNA!

martedì 10 luglio 2007

Taranto: DISPERATAMENTE SENZ'ACQUA

Ancora una giornata di pesanti difficoltà in vaste aree di Taranto a seguito della mancanza d’acqua che ormai si protrae da più giorni a causa di un minor flusso dalle sorgenti dei fiumi Sele e Calore in Campania a fronte del quale l’Acquedotto Pugliese ha dovuto far scattare un piano di restrizioni. Anche ieri autobotti in città, code di cittadini per approvvigionarsi di acqua, esercizi pubblici - bar, ristoranti, gelaterie -, soprattutto quelli della zona del centro, in serie difficoltà. Anche l’ospedale ss. Annunziata, il più grande della città, è senz'acqua e il rifornimento viene assicurato con le autobotti, mentre i vigili del fuoco sono costretti a rifornirsi dagli idranti della Marina Militare per i grossi approvvigionamenti dato che nella caserma centrale viene segnalata una bassa pressione. Da parte dell’Asl di Taranto è in corso un’azione di monitoraggio per prevenire possibili conseguenze alla salute e sanità pubblica. Si attende la giornata di domani per verificare se, come scaturito nel vertice di lunedì nella prefettura di Taranto, ci saranno le prime schiarite a fronte di alcuni interventi di emergenza. La situazione potrebbe migliorare se, accanto all’arrivo di 250 litri secondo dalla Basilicata come portata aggiuntiva, in base all’accordo raggiunto oggi a Potenza tra le due regioni, entreranno in esercizio anche alcuni pozzi che erano stati chiusi tempo addietro per ragioni di sicurezza e che ora la Regione Puglia ha invitato l’Aqp a riattivare dopo essersi accertata dalle loro condizioni igieniche con le analisi dell’asl. Domani, a Bari, ci sarà un altro vertice dedicato all’emergenza idrica di Taranto. L’ha convocato la Regione invitandovi a partecipare Comune, Provincia, ente irrigazione, consorzio di bonifica Stornara e Tara, Arpa Puglia, Autorità di bacino. Si parlerà soprattutto degli approvvigionamenti di acqua da parte dello stabilimento siderurgico Ilva. L’azienda, che appartiene al Gruppo Riva, usa ogni anno circa 40 milioni di metri cubi di acqua provenienti dai fiumi Tara (viene usata per il raffreddamento dei prodotti e l’abbattimento delle polveri) e Sinni (viene utilizzata nel ciclo produttivo). In entrambi i casi si tratta comunque di acqua non potabile il cui uso è pagato dall’Ilva all’ente irrigazione della puglia con un costo annuo di circa 4,5 milioni di euro. La Regione ha ora proposto che all’Ilva sia data, per gli usi industriali, l’acqua dei depuratori di Bellaviata e Gennarini, una soluzione questa che non vede indisponibile l’azienda a condizione, però, che prima si facciano gli impianti di affinamento dell’acqua dei depuratori che a oggi non esistono.

mercoledì 4 luglio 2007

DISSESTO TARANTINO

AMMONTA A 900 MILIONI DI EURO IL DEBITO DEL COMUNE, MA LA PARTE ASCRIVIBILE è PARI A 560 MILIONI.

SONO 555 I SUPERCREDITORI:
  • domande superiori al milione di euro 79
  • domande superiori a 500 mila euro 121
  • domande superiori a 100 mila euro 355
  • domande inferiori a 100 mila euro 4200