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Il 16 gennaio 2006 è iniziata l’avventura in terra jonica di Aldo Papagni. Il Taranto era fuori dai play off C2; in città campeggiava un certo scetticismo sulla sua scelta. Invece il dottore di Bisceglie, a distanza di un anno e mezzo, ha conquistato il cuore di tutti i tarantini. Domenica sarà la sua cinquantatreesima partita di campionato in rosso blu con l’auspicio di aggiungerne quattro, perché significherebbe aver raggiunto la finale per giocarsi la serie B. Aldo Papagni è riuscito a dribblare numerosi ostacoli di natura tattica, tecnica, gestionale ed ambientale creando attorno a sé un gruppo compatto; uno spogliatoio unito che giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento con cuore e mente ha dimostrato tutta la propria qualità risvegliando l’entusiasmo di ogni tifoso. Il mister fin dall’ inizio ha vissuto alla giornata usando il bastone e la carota, rispettando i giocatori prima di tutto come uomini senza segreti, senza preoccupazioni, poiché avrebbero portato ansia e lui rischiava di trasmetterle alla squadra. Il suo spogliatoio l’ ha gestito con equilibrio, coerenza, sincerità nelle relazioni e con gran senso di responsabilità. A Taranto, città che ormai l’ ha adottato è diventato intoccabile come il presidente per un semplice motivo: ha reso felice tanta gente, ha riscattato una città dissestata che si aggrappa alla sua squadra di calcio , di volley, di basket per continuare a sorridere.Sobbarcandosi maggiori responsabilità è migliorato; è cresciuto; raggiungendo ogni traguardo con lavoro, con sacrificio e non intende certo fermarsi adesso. Papagni vorrebbe entrare nella storia del calcio tarantino, regalando un sogno atteso 15 anni: la serie B

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